Il mondo visto da un'orecchie a punta

Musica

Walz of the Danube – The Anniversary Song (Ovvero, quando Barrington canta ballando con Metanova)

“Guarda la luna, Tatia…” Alexander indicò la vallata che si apriva

tra gli Urali in lontananza.

“Sto guardando”, mormorò, con gli occhi fissi su di lui. “Ma non c’è musica.”

La tirò a sé, sussurrando: “Sotto il sorgere nuziale della luna, un ballo con mia moglie nel suo abito da sposa…” Ballarono a passo di valzer nella radura mentre una luna piena color cremisi risaliva lentamente il cielo. Lui cominciò a cantare:

“Oh, how we danced

On the night we were wed…

We found our true love

Though a word wasn’t said…”

Cantò in inglese e Tatiana capì quasi tutto. “Shura, caro, hai una voce così bella!

Conosco questa canzone. In russo si chiama Il valzer del Danubio.”
Due giorni fa ho cercato questo fantomatico valzer del Danubio, perché volevo a tutti i costi ascoltare anch’io la canzone che ne “Il Cavaliere di Bronzo”, Alexander canta beatamente alla luce della luna piena, godendosi in pieno quell’attimo di pura felicità con Tatiana. Ma stranamente, sul caro Tubo c’erano mille valzer (Tra cui il Danubio Blu di Strauss), tranne questo… Allora stasera, mi sono ricordata che esisteva anche una versione americana di questo brano, col nome di “The Anniversary Song” e tramite quel titolo, non solo l’ho trovata, ma ho anche scoperto perché due giorni prima, non ero riuscita nell’impresa. Perché in realtà, il valzer originale si chiama “Waves of the Danube”, LE ONDE DEL DANUBIO…. come sempre, grazie mille alle traduzioni italiane…
Come la cara Wikipedia (che Dio l’abbia in gloria) asserisce:

“Waves of the Danube” (in rumeno: Valurile Dunării; in serbo: Дунавски валови/Dunavski valovi ; in tedesco: Donauwellen; in francese: Flots du Danube; in russo: Дунайские Волны) è un valzer composto da Iosif Ivanovici (1845–1902) nel 1880, ed è uno dei più famosi brani rumeni nel mondo. Negli Stati Uniti è frequentemente conosciuto come “The Anniversary Song”, titolo datogli da Al Jolson quando lui e Saul Chaplin rilasciarono un adattamento del brano nel 1946. “The Anniversary Song” a volte è erroneamente confusa con “The Anniversary Waltz”, che è in realtà, il nome di una canzone con cui non c’è alcun legame. Così come “Waves of the Danube”, il valzer originale è a sua volta confuso con il più famoso “The Blue Danube” di Johann Strauss II.

Ecco quindi svelato l’arcano.

Questo è il valzer originale, “The waves of the Danube” , composto da Ivanovici:

E questo invece, è l’adattamento di Jonson e Chaplin, diventato “The Anniversary Song”, la canzone che Shura canta a Tatia nella notte di luna piena a Lazarevo:

—-

Oh, how we danced on the night we were wed
We vowed our true love, though a word wasn’t said
The world was in bloom, there were stars in the skies
Except for the few that were there in your eyes

Dear, as I held you close in my arms
Angels were singing a hymn to your charms
Two hearts gently beating, murmuring low
“Darling, I love you so”

The night seemed to fade into blossoming dawn
The sun shone anew but the dance lingered on
Could we but recall that sweet moment sublime
We’d find that our love is unaltered by time

Dear, as I held you close in my arms
Angels were singing a hymn to your charms
Two hearts gently beating, murmuring low
“Darling, I love you so”

La sentite la voce calda di Shura che canta, immerso in una felicità da scoppiargli il cuore? *_*


Li adoro. Punto.

Ieri ho trascorso tutta la serata nel vedere due “documentari” sul dietro le quinte di due tour dei Gazette (rigorosamente subbati in inglese da qualche anima pia).
Amo ascoltare le loro canzoni, ma credo che comprendere le personalità che si celano dietro quella musica e quei testi, aiuti ad amare il tutto al 100%, come quando ho letto di Miseinen, del fatto che Ruki abbia un rapporto conflittuale con i genitori e di quanto lo rappresenti quella canzone. Avevo letto in precedenza alcune interviste, in cui venivano messe in risalto le varie personalità dei cinque gazettini e dopo aver visto questi due documentari, non posso fare altro che adorarli maggiormente; sia per i lati positivi che per le loro fragilità.
Ho amato il modo in cui Kai si è preso cura dei suoi compagni quando, vedendoli rattristati da alcuni problemi tecnici prima dell’esibizione, ha deciso di tirar su il morale a tutti, cucinando dei toast francesi. È stato un piccolo gesto amorevole e materno che ho adorato. Così come ho adorato il modo in cui Uruha si è sentito un genitore verso i brani di NIL, perché li avrebbero suonati dal vivo per la prima volta nel tour e sentiva di doverli accompagnare con un’esecuzione impeccabile, per presentarli al meglio al pubblico. Proprio come un genitore che accompagna il figlio all’asilo il primo giorno, sperando che riceva una buona accoglienza dagli altri. Se non è passione, questa!
Mi piace il modo in cui tutti si occupano di ogni brano, collaborando a 180 gradi nella creazione di ogni traccia e mi piace che contemporaneamente, ognuno di loro abbia un compito preciso all’interno del gruppo. Mi piace che sappiano essere dei grandi idioti ma anche terribilmente seri e responsabili quando si tratta del loro lavoro e mi piace che pensino sempre a far sì che i live siano delle occasioni per divertirsi, sia per loro ma soprattutto per il pubblico.
(A tal proposito infatti, durante un concerto in una live house, quando è scoppiata una lite, la band si è fermata e Ruki ha parlato al pubblico dicendo che se i loro live dovevano essere ricordati per scene simili, allora non li avrebbero più fatti, perché quella è un’occasione per divertirsi e non creare malanimo, e che se i professionisti spesso ignorano situazioni del genere durante i loro concerti, allora lui non ci teneva affatto a diventare un professionista.)
Ma sopra ogni cosa, mi piace vedere il modo in cui dimostrano la loro coesione e il loro appoggio reciproco, come quando si sono rifiutati di esibirsi in un encore (il bis), ma la sensazione di disagio che ne è nata, ha portato Reita e Kai ad abbracciare Ruki per darsi sotegno reciproco.
E a proposito di quest’ultimo, se prima avevo una particolare simpatia per lui, ora è diventato senza dubbio il mio preferito. Sarà molesto, un po’ pervy e pigro, ma ha una sensibilità che mi ha lasciato di sasso.
Avevo immaginato che fosse sensibile dalle lacrime che spesso gli solcano il viso a fine concerto, ma vederlo con il visetto deluso, perché uno dello staff ha staccato un adesivo dalla propria valigia, adesivo che aveva messo proprio Ruki con soddisfazione, mi ha lasciata esterefatta: sembrava un bimbo a cui avevano rotto un giocattolo nuovo! E Kai con la sua consueta sensibilità, gli si è avvicinato per dargli forza, capendo benissimo quanto Rukino ci fosse rimasto male.
Perché sono così pucciosi questi cinque bimbi? *_*
Alla faccia di chi sostiene che i giapponesi sono freddi e formali (me inclusa)!

E a conclusione di questo post delirante da fan appena nata e in preda alla follia, riporto la traduzione di un discorso che Ruki ha fatto ai fans, proprio durante il tour Nameless Liberty Six Guns, perché è stato davvero dolce, senza essere melenso o falso. 



Allora… siamo arrivati davvero alla fine, ora.
[pausa]
Mi sono divertito tantissimo durante questo tour. Davvero.
[pausa]
Ogni singolo concerto è stato davvero intenso.
[pausa]
Ho sentito che molti fans si sono preoccupati per noi.
[pausa]
Penso che possiamo crescere e cambiare… attraverso l’esperienza insieme a voi.
[pausa]
[incitamento del pubblico, ride]
[cincischia]
Ora sono davvero…
[pausa]
[incitamento del pubblico]
[imbarazzato, si tocca i capelli]
[cincischia]
Ci sono tante cose con cui abbiamo dovuto avere a che fare durante il tour.
Ma questa volta ci sono state molte cose positive.
Ovviamente abbiamo avuto delle critiche, che posso comprendere.
Siamo grati per tutto. Crediamo di essere allo stesso livello dei fans, non c’è un’apice o un fondo… Voglio che tutti noi siamo in vetta.
C’è questa parte del mercato musicale in cui puoi diventare famoso, ma noi non siamo interessati affatto. Noi vogliamo solo fare musica.
Per me è abbastanza essere capace di vedere voi qui, così tante persone sono venute per vederci stasera. [applausi]
Dicono che attraiamo l’attenzione a causa del nostro aspetto. Io penso che l’aspetto non è davvero così importante, vero? [applausi]
Alcune persone sono davvero cool.
Non sono ancora lì, ma voglio provare che la mia band può fare della grande musica, a dispetto del modo in cui appare.
Voglio mostrare agli altri musicisti, che anche noi siamo cool.
Metto il mio impegno in questo.
[applausi,  Aoi conferma]
Mi sento davvero bene ora, posso capire che le persone là fuori pensino che siamo strani, perché ci piace stare nell’underground (ad un livello di notorietà basso, se non scarso n.d.t.)
Ma questo non significa che ci sia qualcosa di negativo tra noi e voi. [applausi]
Non m’importa affatto di diventare famoso.
Tuttavia, una cosa che davvero spero è che possiamo fare tutti l’esperienza della gioia nelle nostre vite.
Questo è il mio sogno. [applausi]
Per favore, non preoccupatevi per noi.
[pausa]
[imbarazzato, si tortura i capelli]
[pausa]
Qualche volta penso che siate fastidiosi, [fans sconcertati]
ma vi voglio davvero bene ragazzi. [urla dei fans]
Durante questo tour ho imparato che siete i nostri migliori amici. [applausi]
Tutti i musicisti e lo staff… Sono davvero orgoglioso di loro.
Faremo un altro lungo tour. [applausi]
Ancora non so quando.
Anche in quel tour vorremo suonare in luoghi più piccoli.
Suoneremo in ogni piccola città.
Voglio chiedere al nostro staff di far sì che ciò accada.
Quando saremo pronti per iniziare quel tour, avremo bisogno del vostro sostegno.
[la band approva, i fans in delirio]
Nameless Liberty (Libertà senza Nome – il titolo del tour n.d.t.), non l’ho trovata ancora, ma possiamo cercarla insieme. [applausi]
Questo tour termina qui ed io mi sento triste, ma forse ci vedremo nuovamente la prossima estate. [ride]
[urla del pubblico]
Ok, bene.
Non voglio dimenticare mai questo sentimento. [applausi]
Penso che i membri della mia band provino la stessa cosa.


Junko Furuta

Il mio interesse degli ultimi tempi per i GazzettE, mi ha portato a conoscere una storia di cui non avevo mai sentito parlare e che è non solo raccapricciante, ma tragicamente e orrendamente vera.

La protagonista di questa storia si chiamava Junko Furuta, una ragazzina di 17 anni, che nel 1988 ebbe il coraggio di dire un semplice no, alle avances di un ragazzo, appartenente alla Yakuza (la mafia giapponese).

Quel gesto, Junko l’ha pagato carissimo.

Il rifiutato, Jo Kamisaku era un diciassettenne già pregiudicato che, per vendicarsi del rifiuto subito, d’accordo con altri tre ragazzi (tutti minorenni) della Yakuza, decide di rapire la ragazza. E questo è solo l’inizio dell’orribile destino a cui è andata incontro Junko.

Potrei riassumere in poche righe ciò che le è accaduto, così come riporta Wikipedia, ma non lo farò, perché l’orrore vissuto da Junko, giorno per giorno, in quella casa maledetta, per ben 44 giorni, dev’essere documentato completamente. 

—-

Giorno 1:

Novembre 22, 1988: Rapimento.

Viene rapita da scuola e viene portata a casa di uno dei suoi aguzzini nel quartiere Ayase di Adachi, Tokyo;
Viene umiliata a restare nuda la maggior parte del tempo;
Violentata ogni giorno (vagina e ano) da più di 100 uomini, il rapitore con collegamenti alla Yakuza si dice invitò i membri all’interno e arrivò ad un totale di 500 stupri;
La forzano a masturbarsi di fronte a loro e ai loro “ospiti”;Le viene urinato addosso da tutti i 100 uomini che l’hanno stuprata;Viene forzata a chiamare i suoi genitori e raccontare di essere scappata a casa di un amico;

Disidratamento e malnutrizione;

Costretta a cibarsi di scarafaggi e abbeverarsi della sua urina;

Gli vengono spente le sigarette sulla pelle;

Oggetti estranei inseriti nella vagina / ano;

(altro…)


the GazettE – Nakigahara

Nakigahara – Field of Crying

 

ansoku ni kurueru haruiro wasurete shimaeru mono naraba
kyuukai no bi ni ryoume shizume tada kodokuna no da to waraeru
daisan ni kawareru haruiro iki hisome nukarumi wo oyogu
bataashi de oborete yuku sama wa souzou toori de tsumaranai
genjitsu wo korosu kikite yori
tayasuku kizu wo kitsukereta darou
na wo umete

fuhai shita ne ga minamo yurasu yugamu you ni mawaru haguruma
kishimu ne ni mimi wo katamukeru kirei ni kurueteru darou ka?
subete wa kinku no asai umi azayaka to mimachigaeru hodo kegare

sayounara muhou no yami ni ochite yuku
sayounara kore de owari

namida doukoku no ame kyomu to mukiau tabi afure
tsuzuru kotoba ga nijimu
namida itsuka wa kare seijaku ni korosareru
kagefumi no owari ni chimayoi

fuhai shita ne ga minamo yurasu yugamu you ni mawaru haguruma
kishimu ne ni mi wo nage kizuita sore to nite iru koto ni kizuita

namida doukoku no ame kyomu to mukiau tabi afure
tsuzuru kotoba ga nijimu
namida kodoku to chiru seijaku ni ikiru nara
nidoto waraenu you ni kizande

anata wo aishita watashi ga iru anata wo mitsumeta watashi ga iru
anata wo motometa watashi ga iru anata wo nakushita watashi ga iru
watashi wo aishita anata ga iru watashi wo mitsumeru anata ga iru
watashi wo kowashita anata ga iru watashi wo ubatta anata ga iru
watashi wo koroshita anata ga iru

 

Nakigahara – Campo di pianto

 

I colori della primavera, puoi impazzire per la loro serenità. Se potessi solo dimenticare.
Si può cadere in depressione guardando la bellezza del decadimento con entrambi gli occhi. Si può ridere pensando che è solo solitudine.
I colori della primavera si sono innalzati per la terza volta. Mantenendo il mio respiro lento, sto nuotando nel sudiciume.
Non è conveniente avere l’illusione che affogherò con un tremolante calcio.
Meglio della mia mano dominante che sopprime la realtà.
Preferisco mantenermi nella mia ferita luminosa.
Seppellisco il tuo nome.

Radici marcite ondeggiano sulla superficie dell’acqua. Ruote dentate girano come se fossero distorte.
Sto ascoltando con attenzione i suoni cigolanti. Posso diventare completamente matto?
Tutto questo è un superficiale oceano di parole taboo. È sporco tanto quanto tu puoi sbagliare nel vederlo pulito.
Addio. Cadrò in un’oscurità senza legge.
Addio. Finisce con questo.

Lacrime. Pioggia di lamenti. Ogni volta che affronto il nulla, loro scorrono oltre.
Le parole incantate si stanno sfocando.
Lacrime. Prima o poi si seccheranno. Sarò ucciso dal silenzio.
Alla fine del cammino nelle ombre perderò la mia mente.

Radici marcite ondeggiano sulla superficie dell’acqua. Ruote dentate girano come se fossero distorte.
L’ho notato lanciando il mio corpo verso i suoni cigolanti. Ho notato qualcosa di simile a quello.

Lacrime. Pioggia di lamenti. Ogni volta che affronto il nulla, loro sono scorrono oltre.
Le parole incantate si stanno sfocando.
Lacrime. Si spargono in solitudine quando tu vivi in silenzio.
Aggravate dal fatto che non sono mai stato capace di sorridere di nuovo.

Ci sono io che ti ho amato. Ci sono io che ti ho osservato.
Ci sono io che ti ho voluto. Ci sono io che ti ho perso.
Ci sei tu che mi hai amato. Ci sei tu che mi hai osservato.
Ci sei tu che mi hai distrutto. Ci sei tu che mi hai strappato via.
Ci sei tu che mi hai ucciso.

Lyrics + English Translation


Deila-Michelangelo (magari! xD)

Era da un po’ che sentivo la ritrovata voglia di disegnare (cosa che non accadeva da tempo) e, complice anche il fatto che ultimamente tutte le persone intorno a me hanno ripreso questa’attività, a cui si aggiunge  quest’amore improvviso per i gazzettini, sono finita a riprodurre un’immagine di Ruki, che mi piace particolarmente.

Così, dopo una settimana di ombreggiature pignole al limite della follia, corredate dalla rabbia per non essere riuscita a riprodurre le esatte proporzioni del viso, la mia personale Cappella Sistina è arrivata al suo completamento:

Et voilà, anche se è poco somigliante, Ruki-kun è pronto! ^_^


the GazettE – Miseinen (ed io mi commuovo!)

In tutti i posts relativi a questa canzone, ho letto di fan commossi e di magoni improvvisi. 
Non essendo una ballad, non riuscivo a comprendere il motivo per cui questa canzone fosse così commovente. Poi ho visto questo video e mentre scorreva il testo, ho compreso che parlava del vivere in solitudine, contando solo su se stessi e ho capito che avesse un senso profondo. 
Ma quando verso la fine del video, Ruki inizia a commuoversi  al punto da non riuscire a cantare e dopo aver letto nei commenti, che questa canzone è stata scritta in merito al fatto che i genitori del vocalist l’abbiano disconosciuto, allora ho capito il perché smuova tanta tristezza. 
Non ho ancora capito il motivo per cui sia stato allontanato da chi l’ha messo al mondo, ma è una cosa che un genitore non dovrebbe mai fare. Per fortuna Ruki ha i ragazzi della band e il suo pubblico, che gli donano amore ma l’appoggio dei genitori, quell’appoggio che nelle lyrics, spera di riuscire ad avere in un’altra occasione, quello gli mancherà sempre. 

Povero cucciolo, ha commosso anche me!

Lyrics

Miseinen

 

Gamushara ni nanika wo sagashiteta
Tsumazuitemo ii kara maeni
Bakageteru no wa wakatteru,
Tada koukaisenu you hashiru no sa

Shinraidekiru no wa jibun dake de
Nakama nante iranakatta
Nanimokamo ni mukatteita yaiba
Shishun no hane wa moroku hakanai

Tsuyokunaritai hitori de ikiru tsuyosa wo
Hontou wa uragirareru no ga kowai dake
Nigete bakari ja nani hitotsu kawaranai to
Wakatte iru no ni kawarenu boku ga iru

Hokorashige ni kazashiteta kodoku to iu [puraido] wa
Yakunitatanu risou e to nigeru tame no hane datta
Hokorashige ni kazashiteta jikoshuchou to iu “riot”
Kono hikari no mukou ni wa jiyuu nado nakatta n’da

Tennage bluely days

Areteita mainichi ni oboreteta n’da
Kizuitara kodoku seotteta
Tsurakatta. hontou wa hitori nante ne
Nozonde nakatta n’da

Hokorashige ni kazashiteta kodoku to iu [puraido] wa
Yakunitatanu risou e to nigeru tame no hane datta
Hokorashige ni kazashiteta jikoshuchou to iu “riot”
Kono hikari no mukou ni wa jiyuu nado nakatta n’da

Tsuyogatte bakari ja hontou no kao wasurechau kara
Tama ni chikara wo nuite dareka ni tayoru koto mo daiji desu
Kizutsuite, kizutsuite, kizutsuite, nakitai toki wa
Oozora ni mukatte oogoe de sakende mite

(i dont want to forget to myself)
(i want to be my again)

Konna yowai boku no tame ni senaka oshite kureta
Chichi ya haha ya nakama no hagemasu koe ga boku ni hikari kuremashita

Hokorashige ni kazashiteta kodoku to shishunkizu wa
Yakunitatanu risou e to nigeru tame no hane datta
Aoku hareta ano sora ni jiyuu ga aru to suru nara
Kono hokoritakaki hane ga chigiretemo kamawanai
Boku wa hashiridashiteta gamushara ni sora wo megakete
Hane wo hiroge tobitatta rakka ten wa “jiyuu” na no dato
Subarashiki kazoku wo mochi subarashiki nakama wo motte
Saikou no hibi datta umare kawattara mata aou…

Minorenne

 

Avventatamente, ho cercato qualcosa.
Va bene anche se così sbaglio
So che sono sembrato sempre uno stupido,
Voglio solo correre avanti senza rimorsi.

L’unica cosa in cui posso credere è me stesso
I compagni sono piuttosto superflui
La lama che affronta solo il niente
Le fragili ali della pubertà non possono prendere il volo.

Voglio diventare più forte; avere la forza di vivere solo.
La verità è che ho solo paura di essere tradito
Non puoi cambiare niente, solo correre lontano;
Questo ho capito ma, il me che non può essere cambiato esiste.

La trionfale solitudine adornata, chiamata ORGOGLIO,
Era solo un’ala usata per scappare da ideali inutili.
La trionfale autoaffermazione adornata, chiamata RIVOLTA,
Dietro questa luce, non c’è libertà.

Nei giorni tristi dell’adolescenza, ho ricordato i giorni tempestosi,
E realizzato il fardello della solitudine che trasportavo.
Ero stanco. In verità sono solo solo,
E non lo desidero.

La trionfale solitudine adornata, chiamata ORGOGLIO,
Era solo un’ala usata per scappare da ideali inutili.
La trionfale autoaffermazione adornata, chiamata RIVOLTA,
Dietro questa luce, non c’è libertà.

Agire da persona forte ti fa solo dimenticare la tua vera faccia, così
È importante estrarre potere e dipendere da qualcuno una volta ogni tanto.
Essere ferito, essere offeso, essere danneggiato;
Durante le volte in cui hai voglia di piangere,
Affronta il vasto cielo e piangi più forte che puoi.

(Non voglio dimenticare me stesso)
(Voglio essere così come sono)

Debole così come sono, mi hai insegnato la tua schiena per il mio bene.
Le grida d’incoraggiamento di mio padre, madre e amici mi hanno dato la forza

La trionfale solitudine adornata e le ferite della pubertà
Erano solo ali, ussate per fuggire da ideali inutili.
Se c’era libertà in quel cielo blu senza nuvole,
Non fa differenza se queste ali di orgoglio sono ridotte in brandelli.
Ho iniziato a correre avventatamente, puntando al cielo.
Se apro le mie ali e prendo il cielo, il punto in cui cado è “Libertà”, suppongo.
Ho una famiglia meravigliosa, così come degli amici splendidi.
Se i giorni migliori, torneranno ancora, ci rivedremo tutti allora…

Lyrics


the GazettE – D.L.N. || (L’ho già detto che li amo?)


D.L.N. (Dark Long Night)

D.L.N.

 
hajimekara [hajimekara] wakatteta
dakara kanashiku wa nai
sukoshi zutsu [sukoshi zutsu]
sukoshi zutsu
kazu wo kazoeru mitai nekusaki no kareru iro ga boyake
kisetsu no owari ga wakaranaiashiato wo [ashiato wo] nazoru hi wa
ashiato wo [ashiato wo] kiku hi wo yondeiru wa
nozomi mo shinai watashi ni ashita wa kaerarenai mono

kusaki ga kareru oto wo tadori
kisetsu no owari no kanjiru
hana ga irodzuki sakihokoru koro
watashi ni wa nani ga nokoru no

tsuki ga kaaten wo tojiru
demo taiyou ga watashi wa terasu no
hajimekara wakatteta
dakara kanashiku wa nai

megasame yoru ga owaranaku temo
soko ni kagayaku hoshi ga nakutemo
machi wo irodoru akaritachi ga subete kietemo…
mamoru beki hito no yorokobu kao wo aishita hito no saigo mo
jyuubun na hodo mite koretakara
mou ii no
[mou ii no]

Song of the sheep in dark long night

D.L.N.

 
Sin dall’inizio [sin dall’inizio] ho capito,
perciò non sono triste.
Pian piano [pian piano]
Pian piano
È quasi come contare i numeri.
I colori delle piante appassite si affievoliscono;
Senza che me ne rendessi conto, la stagione è giunta alla fine.
Il giorno in cui ho seguito le tue impronte [le tue impronte], quel giorno avrei potuto sentire i tuoi passi [i tuoi passi], ti ho chiamato.
Immagino di non avere alcuna speranza che il domani possa cambiareSeguo il suono delle piante che avvizziscono,
sentendo che la stagione è giunta alla fine.
Il tempo in cui i fiori pieni di colori erano in sboccio è qualcosa che esiste ancora solo dentro di me.

Tende sono scese oltre la luna,
ma il sole splende ancora su di me.
Sin dall’inizio, ho capito,
perciò non sono triste.

Anche se ti svegli prima che la notte sia giunta alla fine,
e non ci sono stelle a brillare
e le luci che dipingono le strade sono spente…
Tu dovresti essere felice [quando vedi] il viso delle persone che ami, e dovresti proteggerli fino alla vera fine.
Solo riuscire a vederli, dovrebbe essere più di abbastanza.
È abbastanza
[È abbastanza]

Canzone della pecora nell’oscura lunga notte

Lyrics