Il mondo visto da un'orecchie a punta

Serie tv

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Grazie WordPress per aver cancellato tutto il papiro che avevo scritto.

Da una settimana mi sto facendo del male con Thirteen Reasons Why: ho guardato la serie, ho sofferto, ho letto il libro, ho sofferto di nuovo (ma meno intensamente), e credo proprio che rivedrò la serie a breve.
Ho un debole per le storie di adolescenti tristi, forse perché anche io sono stata un’adolescente depressa, o perché non ho vissuto l’adolescenza come avrei voluto; ma questa è soprattutto una storia di dolore, di incomprensioni, di cattiverie fatte con superficialità verso persone troppo fragili per sopportarle, è la storia di un fragile amore che non ha saputo esprimersi, che ha avuto paura, e che non è riuscito a essere la speranza a cui aggrapparsi in quel mare di dolore.
È una storia che ti lascia tanto amaro in bocca, tanta malinconia piena di “Se”, perché la tragedia forse poteva essere evitata, “se”…
È una storia che è la storia di noi adolescenti timidi e depressi, e di noi adolescenti crudeli e superficiali, è la storia di noi esseri umani che ancora una volta, intrappolati nelle nostre paure del giudizio altrui, non riusciamo a essere sinceri e non riusciamo a essere comprensivi. E qualche volta, a causa di questa incapacità, qualcuno smette di lottare troppo presto.
Se avete visto la serie (che oltretutto è nettamente più bella e approfondita del libro, caso più unico che raro), strappatevi il cuore insieme a me, con questi video.




I’m not ready at all.

Non sono pronta ad affrontare l’idea che sia finito Sherlock. Non sono pronta all’idea che sia finito del tutto.
Voglio svegliarmi sapendo che dopo un’attesa estenuante, rivedrò ancora i miei ragazzi in quel di Baker Street al 221B, nuovamente all’opera su casi complicati e incomprensibili. Non sono pronta all’idea che tutto sia finito, per sempre.
E non sono minimamente pronta all’idea che stia per iniziare una nuova settimana.
#noncelapossofare

It is what it is

Domenica 8 Gennaio, la BBC ha trasmesso il secondo episodio della quarta stagione di Sherlock.

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Ego sum Sherlocked, ergo patisco.

È da ieri sera, da quando ho visto questi 40 secondi, che patisco…
Per non farmi prendere dall’ansia, in attesa delle tragedie che mi aspettano dal 1° Gennaio, ho letto I sei Napoleoni e Il Detective morente,  i due racconti di Conan Doyle su cui si basano i primi due episodi della 4° stagione (The Six Thatcher e The Lying Detective), per potermi illudere di avere un minimo di controllo e conoscenza delle trame. Ma ovviamente, non basta. Non quando sai di essere nelle eccelse e malefiche mani di Moffat e Gatiss.
-3 settimane all’alba.
#soffro


E poi ditemi che non avevo ragione!

Ho sempre pensato che la coppia Irene/Sherlock fosse molto simile alla coppia Crysania/Raistlin, e guardando queste due fanart, ne ho avuto la conferma!
Cliccate sulle singole anteprime per vederle in piena grandezza… e datemi ragione. 😛


È tornato Sherlock (e che ritorno!)

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Se qualcuno là fuori legge i miei post da qualche anno, sa benissimo che ho la lieve tendenza ad ossessionarmi, nel momento in cui un libro/manga/film/telefilm mi colpisce in profondo. E credo che anche le pietre sappiano quanto sia totalmente ammattita da Sherlock.
Perciò è inutile dire che Lunedì sera, sapendo che alle 22:00 avrei visto in live streaming il tanto atteso primo episodio della terza serie, non ho fatto altro che cercare di calmare l’ansia che mi è saltata addosso tipo carogna a partire dalle 18:00! Nello stato vagamente alterato in cui ero, quando è finalmente giunto il momento e sono partiti i primi secondi dell’episodio, ero talmente felice ed entusiasta, che non mi sembrava vero, ma è bastato prestare attenzione a quei primi secondi di girato, per farmi cocentrare del tutto sull’episodio.
È da tanto che non mi fermo a scrivere le mie considerazioni, non l’ho fatto con Lo Hobbit, e nemmeno stavolta con Sherlock, e in entrambi i casi, avrei tantissimo da scrivere. Eppure in questo momento, sarà che lo stato depressivo di Novembre ha ancora profonde e solide radici, mi sembra inutile scribacchiare anche le mie considerazioni, in un mare di blog e siti che hanno già scritto di tutto. E c’è anche da considerare il fatto che sono talmente presa da “The Empty Hearse” e da tutto quello che è accaduto in questo favoloso episodio, che potrei descrivere minuto per minuto cosa accade, spoilerando a destra e a manca e realizzando il post di blog più lungo della storia.
Perciò, mi limiterò a dire che quest’episodio è una gigantesca montagna di sentimenti diversi (ed è anche una gigantesca fanfiction, perché tutti gli ship shippabili dal fandom, sono stati accontentati con alcune scene).

Ovviamente, il momento più forte emotivamente, è stato quello in cui Sherlock si è rivelato a John.

Martin è stato impagabile (un altro BAFTA, please), non poteva essere più perfetto di quanto è stato in quest’episodio, in ogni singolo momento.

ACHTUNG – SPOILER

Ma soprattutto quando si accorge che l’amico che ha pianto per due anni, è davanti ai suoi occhi, vivo e vegeto. Tutti i sentimenti di John erano chiari sul suo volto, incapace di esprimere a parole la rabbia, il risentimento, e la sofferenza che gli sono esplosi dentro nel momento in cui si è reso conto di essere stato preso in giro dall’uomo che gli era più caro al mondo, dall’uomo che non riesce a mettere da parte, nonostante la sua vita stia andando avanti in modo piacevole (leggasi Mary Morstan).

FINE SPOILER

The Empty Hearse” è un episodio pieno di relazioni umane. Ed è strano, considerato che Sherlock non è proprio l’esempio di uomo che sappia relazionarsi con gli altri (“Un sociopatico ad alto funzionamento”, come lui stesso si definisce), ma date le particolari circostanze, non poteva essere diversamente.
Una delle cose che ho amato di più, è stato l’approfondimento sul legame tra Sherlock e Mycroft, che oltre a deliziarmi per la sua ilarità, ha rivelato il motivo del conflitto che separa i due fratelli; e si sa che io, per le rivalità tra fratelli, ho un debole ancestrale.

Inoltre, delizia delle delizie, in un cameo di pochi istanti, facciamo la conoscenza dei signori Holmes Senior, che altri non sono che i signori Carlton-Cumberbatch!

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Sono rimasta a bocca aperta per la sorpresa e per la gioia nel vedere Wanda Ventham e Timothy Carlton, i genitori di Benedict, seduti sul divano dell’appartamento di Baker Street. Se fossi stata in un cartone animato, sicuramente la mia mascella sarebbe caduta sul tavolo e le orecchie avrebbero iniziato a fumare! Che delizia totale!
Immaginate quanto sia stato bello per loro tre, lavorare insieme, seppure per pochi secondi?
Benedict aveva già avuto la fortuna di lavorare col padre in una breve scena di “To the End of the Earth“, nella quale però, i due non interagivano. In questo caso invece, ci sono solo loro tre e sono due genitori che parlano al figlio: come si fa a non immedesimarsi al 1000%? Quanto dev’essere stato emozionante per loro, condividere lo stesso set? Mi commuovo al solo pensiero! ç_ç
E tanto per finire in bellezza questo post delirante che non so nemmeno dove voglia andare a parare, qui di seguito ci sono due fan video che riassumono i momenti che più mi hanno preso in tutto l’episodio.
Ovviamente, sono due grandi spoileroni, so be careful.

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Sembrava una calma domenica di Dicembre, invece…

[La calma che precede la tempesta.]

… è uscito il nuovo trailer della terza stagione di Sherlock.
E quei geniacci malefici della BBC, non paghi di aver allertato gli animi in attesa con questo trailer, hanno ben pensato di renderlo INTERATTIVO, inserendovi svariate clip e piccole interviste e regalandoci anche tanta frustrazione per non essere riusciti a sbloccare delle immagini. Inutile dire che sto scrivendo con calma ma che dentro di me sto letterlamente fangirleggiando dalla gioia, com’è inutile dire che TUMBLR è letteralmente impazzito!