Il mondo visto da un'orecchie a punta

Sherlock

I’m not ready at all.

Non sono pronta ad affrontare l’idea che sia finito Sherlock. Non sono pronta all’idea che sia finito del tutto.
Voglio svegliarmi sapendo che dopo un’attesa estenuante, rivedrò ancora i miei ragazzi in quel di Baker Street al 221B, nuovamente all’opera su casi complicati e incomprensibili. Non sono pronta all’idea che tutto sia finito, per sempre.
E non sono minimamente pronta all’idea che stia per iniziare una nuova settimana.
#noncelapossofare

It is what it is

Domenica 8 Gennaio, la BBC ha trasmesso il secondo episodio della quarta stagione di Sherlock.

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Ego sum Sherlocked, ergo patisco.

È da ieri sera, da quando ho visto questi 40 secondi, che patisco…
Per non farmi prendere dall’ansia, in attesa delle tragedie che mi aspettano dal 1° Gennaio, ho letto I sei Napoleoni e Il Detective morente,  i due racconti di Conan Doyle su cui si basano i primi due episodi della 4° stagione (The Six Thatcher e The Lying Detective), per potermi illudere di avere un minimo di controllo e conoscenza delle trame. Ma ovviamente, non basta. Non quando sai di essere nelle eccelse e malefiche mani di Moffat e Gatiss.
-3 settimane all’alba.
#soffro


E poi ditemi che non avevo ragione!

Ho sempre pensato che la coppia Irene/Sherlock fosse molto simile alla coppia Crysania/Raistlin, e guardando queste due fanart, ne ho avuto la conferma!
Cliccate sulle singole anteprime per vederle in piena grandezza… e datemi ragione. 😛


È tornato Sherlock (e che ritorno!)

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Se qualcuno là fuori legge i miei post da qualche anno, sa benissimo che ho la lieve tendenza ad ossessionarmi, nel momento in cui un libro/manga/film/telefilm mi colpisce in profondo. E credo che anche le pietre sappiano quanto sia totalmente ammattita da Sherlock.
Perciò è inutile dire che Lunedì sera, sapendo che alle 22:00 avrei visto in live streaming il tanto atteso primo episodio della terza serie, non ho fatto altro che cercare di calmare l’ansia che mi è saltata addosso tipo carogna a partire dalle 18:00! Nello stato vagamente alterato in cui ero, quando è finalmente giunto il momento e sono partiti i primi secondi dell’episodio, ero talmente felice ed entusiasta, che non mi sembrava vero, ma è bastato prestare attenzione a quei primi secondi di girato, per farmi cocentrare del tutto sull’episodio.
È da tanto che non mi fermo a scrivere le mie considerazioni, non l’ho fatto con Lo Hobbit, e nemmeno stavolta con Sherlock, e in entrambi i casi, avrei tantissimo da scrivere. Eppure in questo momento, sarà che lo stato depressivo di Novembre ha ancora profonde e solide radici, mi sembra inutile scribacchiare anche le mie considerazioni, in un mare di blog e siti che hanno già scritto di tutto. E c’è anche da considerare il fatto che sono talmente presa da “The Empty Hearse” e da tutto quello che è accaduto in questo favoloso episodio, che potrei descrivere minuto per minuto cosa accade, spoilerando a destra e a manca e realizzando il post di blog più lungo della storia.
Perciò, mi limiterò a dire che quest’episodio è una gigantesca montagna di sentimenti diversi (ed è anche una gigantesca fanfiction, perché tutti gli ship shippabili dal fandom, sono stati accontentati con alcune scene).

Ovviamente, il momento più forte emotivamente, è stato quello in cui Sherlock si è rivelato a John.

Martin è stato impagabile (un altro BAFTA, please), non poteva essere più perfetto di quanto è stato in quest’episodio, in ogni singolo momento.

ACHTUNG – SPOILER

Ma soprattutto quando si accorge che l’amico che ha pianto per due anni, è davanti ai suoi occhi, vivo e vegeto. Tutti i sentimenti di John erano chiari sul suo volto, incapace di esprimere a parole la rabbia, il risentimento, e la sofferenza che gli sono esplosi dentro nel momento in cui si è reso conto di essere stato preso in giro dall’uomo che gli era più caro al mondo, dall’uomo che non riesce a mettere da parte, nonostante la sua vita stia andando avanti in modo piacevole (leggasi Mary Morstan).

FINE SPOILER

The Empty Hearse” è un episodio pieno di relazioni umane. Ed è strano, considerato che Sherlock non è proprio l’esempio di uomo che sappia relazionarsi con gli altri (“Un sociopatico ad alto funzionamento”, come lui stesso si definisce), ma date le particolari circostanze, non poteva essere diversamente.
Una delle cose che ho amato di più, è stato l’approfondimento sul legame tra Sherlock e Mycroft, che oltre a deliziarmi per la sua ilarità, ha rivelato il motivo del conflitto che separa i due fratelli; e si sa che io, per le rivalità tra fratelli, ho un debole ancestrale.

Inoltre, delizia delle delizie, in un cameo di pochi istanti, facciamo la conoscenza dei signori Holmes Senior, che altri non sono che i signori Carlton-Cumberbatch!

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Sono rimasta a bocca aperta per la sorpresa e per la gioia nel vedere Wanda Ventham e Timothy Carlton, i genitori di Benedict, seduti sul divano dell’appartamento di Baker Street. Se fossi stata in un cartone animato, sicuramente la mia mascella sarebbe caduta sul tavolo e le orecchie avrebbero iniziato a fumare! Che delizia totale!
Immaginate quanto sia stato bello per loro tre, lavorare insieme, seppure per pochi secondi?
Benedict aveva già avuto la fortuna di lavorare col padre in una breve scena di “To the End of the Earth“, nella quale però, i due non interagivano. In questo caso invece, ci sono solo loro tre e sono due genitori che parlano al figlio: come si fa a non immedesimarsi al 1000%? Quanto dev’essere stato emozionante per loro, condividere lo stesso set? Mi commuovo al solo pensiero! ç_ç
E tanto per finire in bellezza questo post delirante che non so nemmeno dove voglia andare a parare, qui di seguito ci sono due fan video che riassumono i momenti che più mi hanno preso in tutto l’episodio.
Ovviamente, sono due grandi spoileroni, so be careful.

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Sembrava una calma domenica di Dicembre, invece…

[La calma che precede la tempesta.]

… è uscito il nuovo trailer della terza stagione di Sherlock.
E quei geniacci malefici della BBC, non paghi di aver allertato gli animi in attesa con questo trailer, hanno ben pensato di renderlo INTERATTIVO, inserendovi svariate clip e piccole interviste e regalandoci anche tanta frustrazione per non essere riusciti a sbloccare delle immagini. Inutile dire che sto scrivendo con calma ma che dentro di me sto letterlamente fangirleggiando dalla gioia, com’è inutile dire che TUMBLR è letteralmente impazzito!


I AM ░ ░ ░ ░ LOCKED

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Sono caduta nel tunnel di Sherlock Holmes.
Non credevo che potesse accadere una cosa simile, perché non sono mai stata amante dei gialli (anche se ho amato “Il nome della Rosa”, ma credo che sia stata l’unica eccezione). Ma grazie alla Newton Compton e soprattutto alla sua collana di libri a € 0,99 , ho assecondato la mia curiosità e ho preso il primo romanzo di Sir Arthur Conan Doyle e ho conosciuto finalmente il detective (o meglio consulente investigativo) più famoso del mondo.
E l’ho adorato.
È un uomo decisamente fuori dal comune, e considerato che la sua essenza risiede tutta nella materia grigia, non potevo fare altro che adorarlo. Amo gli uomini intelligenti, quelli che sanno osservare, quelli che non si fanno dominare dai sentimenti, quelli capaci di leggere gli altri con un solo sguardo. Per questo amo Raistlin con tutte le cellule del mio corpo.
Ho letteralmente divorato il primo libro e ho fatto bis con il secondo, e non contenta, ho iniziato a vedere a serie televisiva dell’amata BBC (che Dio l’abbia in gloria): se prima amavo Sherlock al 90%, dopo aver visto la versione moderna, il 100% non gliel’ha tolto proprio nessuno!
Sherlock - BBC
Benedict Cumberbatch è sublime nella parte di Holmes: certo si tratta di uno Sherlock un po’ più estremizzato (almeno rispetto a quanto ne ho letto finora) ma nella sua interpretazione c’è tutta l’essenza del consulente investigativo di Doyle. Anche il Watson di Freeman è splendido e il legame che si è creato tra i due è migliore di quello nato sulla carta, in cui il dottore, pur notando le mancanze nella persona di Holmes, ne è sempre palesemente ammirato, mentre nella serie, questa stima è spesso alternata a discussioni relative al carattere alquanto dispotico e insolente di Sherlock. Ma quei due sono bellissimi insieme e la loro è una delle più belle bromance che abbia mai visto!
(E un breve appunto va anche al primo episodio della seconda stagione, in cui compare “La Donna”, Irene Adler, l’unica in grado di smuovere l’interesse di Sherlock, l’unica capace di tenergli un testa a testa alla pari! Mi è sembrato di vedere Raist e Crysania in azione! *_*)
Per non parlare di Moriarty, un pazzo scatenato che è stato interpretato DIVINAMENTE da Andrew Scott! Talmente bene, che devo assolutamente vedere questa serie in originale, per apprezzare tutte le perfomance degli attori, perché se doppiati sono stati sublimi, al naturale saranno una goduria stellare!
Putroppo, la serie è moooolto breve, e dopo due stagioni di tre episodi ciascuna (che però sono della durata di ben un’ora e mezzo), non vedo l’ora che parta la terza, ma nel frattempo sono in astinenza. ç_ç
Sto continuando a leggere i libri e al momento sono alle prese con “Il Mastino dei Baskerville”, ma ho bisogno di vedere Sherlock e Watson versione moderna, mi mancano! Così sono andata a curiosare sul sito ufficiale della serie, Sherlockology e oltre a scovare meraviglie tra cui i link che spiegano dove poter acquistare delle repliche degli oggetti di scena, ho scoperto, leggendo la biografia dei personaggi, che sono stati riprodotti sia il sito di Sherlock che il Blog di Watson! *_*
(Da notare che il counter è ancora fermo, proprio come mostrato nel primo episodio della seconda stagione! xD)
E meraviglia delle meraviglie, scorrendo lungo quest’ultimo (in cui tra i commenti ad ogni singolo post, si trovano delle perle di dialoghi tra John e Sherlock), ho scoperto dell’esistenza persino del blog di Molly e del sito di Connie Prince!!!
Quanto posso amare i creatori di questa serie, QUANTO???!!! Pignoli e creativi come nessuno al mondo, sono meravigliosi!
E ode eterna alla BBC che quando crea una serie, la fa sempre in modo eccellente! La mia parte filobritannica sta godendo! *_*

demotivational