Il mondo visto da un'orecchie a punta

Junko Furuta

Il mio interesse degli ultimi tempi per i GazzettE, mi ha portato a conoscere una storia di cui non avevo mai sentito parlare e che è non solo raccapricciante, ma tragicamente e orrendamente vera.

La protagonista di questa storia si chiamava Junko Furuta, una ragazzina di 17 anni, che nel 1988 ebbe il coraggio di dire un semplice no, alle avances di un ragazzo, appartenente alla Yakuza (la mafia giapponese).

Quel gesto, Junko l’ha pagato carissimo.

Il rifiutato, Jo Kamisaku era un diciassettenne già pregiudicato che, per vendicarsi del rifiuto subito, d’accordo con altri tre ragazzi (tutti minorenni) della Yakuza, decide di rapire la ragazza. E questo è solo l’inizio dell’orribile destino a cui è andata incontro Junko.

Potrei riassumere in poche righe ciò che le è accaduto, così come riporta Wikipedia, ma non lo farò, perché l’orrore vissuto da Junko, giorno per giorno, in quella casa maledetta, per ben 44 giorni, dev’essere documentato completamente. 

—-

Giorno 1:

Novembre 22, 1988: Rapimento.

Viene rapita da scuola e viene portata a casa di uno dei suoi aguzzini nel quartiere Ayase di Adachi, Tokyo;
Viene umiliata a restare nuda la maggior parte del tempo;
Violentata ogni giorno (vagina e ano) da più di 100 uomini, il rapitore con collegamenti alla Yakuza si dice invitò i membri all’interno e arrivò ad un totale di 500 stupri;
La forzano a masturbarsi di fronte a loro e ai loro “ospiti”;Le viene urinato addosso da tutti i 100 uomini che l’hanno stuprata;Viene forzata a chiamare i suoi genitori e raccontare di essere scappata a casa di un amico;

Disidratamento e malnutrizione;

Costretta a cibarsi di scarafaggi e abbeverarsi della sua urina;

Gli vengono spente le sigarette sulla pelle;

Oggetti estranei inseriti nella vagina / ano;

Giorno 11:

Dicembre 1, 1988: Brutalmente picchiata.

La faccia viene tenuta contro il cemento, gli aguzzini ci saltano sopra;

Le mani vengono legate al soffitto, il suo corpo viene usato come un sacco da box;

Il naso perde così tanto sangue che è costretta a respirare con la bocca;

Vengono gettati sul suo stomaco dei pesi da palestra;

Vomita dopo aver provato a bere acqua (il suo stomaco non l’accetta più);

Cerca di scappare, viene punita con bruciature di sigaretta sulle braccia;

Viene cosparso sulle sue gambe e su i suoi piedi liquido infiammabile, successivamente viene acceso il fuoco;

Bottiglia inserita nel suo ano, provocando lesioni;

Giorno 20:

Dicembre 10, 1989: Non può più camminare a causa delle lesioni.

Picchiata con canne di bamboo;

Fuochi d’artificio inseriti nell’ano;

Mani fracassate con dei pesi e unghie strappate;

Picchiata con una mazza da golf;

Sigarette inserite nella vagina;

Picchiata con verghe di ferro;

Inverno; costretta a dormire fuori al balcone;

Spiedini di pollo inseriti nella vagina e nell’ano provocando sanguinamenti;

Giorno 30:

Le viene versata sulla faccia, cera calda

Palpebre bruciate da un’accendino;

Pugnalata con aghi da cucito nel petto;

Il capezzolo sinistro viene tagliato e distrutto con delle pinze;

Una lampadina incandescente inserita nella vagina le viene fatta scoppiare dentro;

Viene inserita una forbice nella vagina provocando sanguinamenti portando incapacità nell’urinare;

Impiega 1 ora per andare e tornare dal bagno a causa delle ferite;

Timpani gravemente danneggiati;

Giorno 40:

Esausta delle torture, prega le “bestie” di farla finita e di ucciderla

Gennaio 1, 1989: Saluta il nuovo anno in solitudine.

Corpo mutilato incapace di muoversi dal pavimento;

Giorno 44:

Gennaio 4, 1989: Il suo corpo viene mutilato con un rasoio, viene accusata per la perdita di una partita a Mah-jjong. Viene cosparsa di cera su tutto il corpo. Viene fatta bruciare per 2 ore.

Muore il giorno dopo per le gravi ferite riportate e per lo shock.

—–

Quando la madre seppe tutta la verità, svenne. Venne mandata in un’ospedale psichiatrico, dove si trova ancora oggi.

Questo era il volto di Junko, quando era una ragazza come tante:

e queste sono la poche foto trapelate, tra quelle scattate dai suoi aguzzini, del suo corpo martoriato:

Io non ho parole per definire lo strazio che ho sentito leggendo giorno per giorno, ciò a cui è stata sottoposta questa povera ragazza. Sono state torture disumane, che nessun essere vivente meriterebbe, soprattutto per aver semplicemente detto di no ad un pretendente. La cosa più orribile di tutto è che i suoi aguzzini, a causa del fatto che fossero minorenni, sono stati rilasciati e hanno cambiato identità e sono tutt’ora a piede libero. Questa storia mi ha scioccato, perché per quanto possa essere umilianti subire un rifiuto, per quanto maschilista possa essere la società moderna, come diavolo si fa ad accanirsi in questo modo su un essere umano, distruggendolo giorno dopo giorno, procurandogli talmente tanto dolore, talmente tante ferite, da risurlo ad una poltiglia di carne e sangue? L’essere umano, di umano non ha proprio niente!

I GazzettE  sono stati colpiti da questa storia al punto da scrivere e dedicare la canzone Taion, alla vicenda di Junko. Questo è il video:

E questo è il testo scritto da Ruki:

Taion 

 
A wintry sky and the broken streetlight, cold wind.
Unknown shadows, the footprint of desertion.
Freedom was taken.

An understanding is impossible.

If it wakes up a gloomy ceiling.
A laughing voice sinks in the eardrum it is soiled.
And violence rapes me, rapes me, rapes me…

An understanding is impossible.

An understanding is impossible.
Why was I chosen? Someone should answer…

Douka hidoi yume da to kotaete hoshii
Doredake sakebi modae kurushimeba ii
Douka hidoi yume da to oshiete hoshii
Chigiresou na koede nandomo sakenda

There is no hand of preparing of the disordered hair.
A laughing voice sinks in the eardrum, a faint temperature is mixed in the midwinter.

Koe wo koroshite karesou na jibun ni ii kikaseteita
Ikiru koto wo miushinawanu you
Koe wo koroshite hurueta yoru wa itamini oboreteiku
Togiresuna ikiwo yurushite…

Douka hidoi yume da to kotaete hoshii
Doredake sakebi modae kurushimeba ii
Douka hidoi yume da to oshiete hoshii
Saigo ni mou ichido dake waratte mitai

Temperatura del corpo 

 
Un cielo invernale e il freddo vento di un lampione rotto.
Ombre sconosciute, impronte dell’abbandono.
La libertà è stata presa.

Se si sveglia un cupo soffitto.
Una voce che ride, affonda nel timpano sporcandolo.
E la violenza mi stupra.

Capire è impossibile.
Perché sono stata scelta? Qualcuno deve rispondere…

Per favore rispondetemi che è un sogno orribile
Quanto devo urlare, contorcermi e soffrire?
Per favore ditemi che è un sogno orribile
Ho urlato così tanto da perdere la voce.

Non c’e mano nel preparare dei capelli disordinati.
Una voce che ride affonda nel timpano, una debole temperatura è mischiata nel pieno inverno.

Ho persuaso me stessa, che avevo una voce morente e ho iniziato a contorcermi.
Niente da perdere per vivere.
Sono stata soffocata nella notte quando avevo paura e avevo una voce morente.
Per favore perdona il mio respiro morente.

Per favore rispondetemi che è un sogno orribile.
Quanto dovrò urlare, contorcermi e soffrire?
Per favore ditemi che è un orribile sogno.
Voglio almeno tornare a sorridere.

Anche nel mondo dei manga, non sono mancati tributi alla vicenda di Junko.

Youji Kamata, ha scritto un manga, 17 Sai, che racconta proprio la vicenda di una ragazza rapita e violentata ripetutamente da quattro ragazzi e com’è ovvio, non è una storia delicata o leggera.

La storia di Junko del resto, non ha nulla per cui sorridere e allietarsi, non c’è un lieto fine, non c’è giustizia, c’è solo il ricordo di una ragazzina, che per un semplice no, ha perso la vita nel modo più orribile di tutti, dopo 44 giorni di dolore completo. La mancanza di giustizia, non è un problema solo italiano purtroppo, e come al solito, a pagarne le consegnuenze, sono sempre le anime innocenti.


Fonti: 1 | 2 | 3 | 4

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