Il mondo visto da un'orecchie a punta

It is what it is

Domenica 8 Gennaio, la BBC ha trasmesso il secondo episodio della quarta stagione di Sherlock.

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Questa scena è quella che più mi è rimasta impressa dell’episodio “The Lying Detective”, e non perché quest’ultimo non sia stato carico di scene importanti e stravolgimenti continui della realtà. Anzi, sono ancora sotto shock per ciò che ho visto.
Ma amo questo abbraccio, perché è un capolavoro di significati.
Quest’abbraccio è il dolore di John che finalmente scorre sul suo viso, è l’accettazione della perdita, è il senso di colpa per il suo tradimento, è la rabbia con se stesso per non essere stato all’altezza dell’opinione di sua moglie.
È il tacito perdono verso Sherlock, è l’ammissione dell’innocenza dell’amico, è la riaccettazione di quel ruolo nella propria vita.
John finalmente si lascia andare al dolore: dopo aver negato, dopo aver allontanato tutti, finalmente lascia andare i suoi sentimenti e si rende vulnerabile davanti all’unica persona che ritiene degno di tale intimità. Si lascia andare nel momento in cui accetta che Mary è perduta per sempre e che non è colpa di Sherlock. Si lascia andare perché ammette a se stesso che quell’uomo davanti a lui è ancora il suo migliore amico, e che ha bisogno di lui. Si lascia andare perché sa che Sherlock è l’unica persona che può aiutarlo a sostenere quel peso, perché lo condivide.
Quel pianto di John è un mondo di emozioni.
E l’abbraccio di Sherlock è la culla in grado di contenerle.
Sherlock davanti alle lacrime dell’amico, davanti ai sentimenti che per lui sono così incomprensibili, smette di essere la macchina razionale che ama mostrare al mondo e si rende più umano.
È merito di John e di Mary se l’uomo razionale ha iniziato a gestire l’irrazionale, ed era dovuto a John il gesto più semplice di affetto che un essere umano possa dare.
Un gesto che per Sherlock è carico di significati: c’è il dolore condiviso per la perdita di Mary, il suo senso di colpa per aver spinto Vivien Norbury a premere il grilletto, c’è l’affetto per John e il suo desiderio di stargli accanto e aiutarlo, che supera tutte le ritrosie verso i contatti fisici.
È un abbraccio carico di amore, è la prima manifestazione esplicita del legame tra lui e John. Quest’abbraccio arriva alla fine di una scena che strappa il cuore ed è un capolavoro di amore. E non sto parlando da Johnlocker.
Questa scena è poesia sublime dei sentimenti.
Da due giorni è impressa nella mia mente e starà con me ancora per molto tempo.
La amo.
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