Il mondo visto da un'orecchie a punta

Il #maiunagioia di D’Eon

le-chevalier-d-eon-1046Se ieri ero a un passo dal finale, oggi ho completato il mio viaggio insieme a Le Chevalier D’Eon e, come sempre mi accade, sono in crisi di astinenza. Quest’anime mi ha lasciato sentimenti contrastanti: alcuni episodi sono lenti e difficili da seguire, altri sono veloci e interessanti e quando la trama viene svelata, è difficile smettere di guardare. Eppure questa storia ha molte pecche che mi hanno lasciato delusa.
Soprattutto il finale.
L’idea generale di usare i Salmi come incantesimi è stata quasi geniale, mi è piaciuta tantissimo, così come alcuni intrecci della trama e il fatto che la storia si inserisca all’interno di un periodo storico reale, con personaggi realmente esistiti che rende l’anime più interessante ai miei occhi; purtroppo però, quando la storia, quella vera, è alterata per amore di trama, mi dà molto ai nervi. Apprezzo molto di più un’opera di fantasia che riesca a incastrarsi perfettamente nei fatti storici, perché diventa più reale; ma quando per perorare la storia di fantasia viene alterata anche la storia della nostra umanità, allora tutta l’opera perde valore, e purtroppo è capitato così con quest’anime che ha un grande potenziale e tutte le caratteristiche per essere un interessante e geniale versione della storia di Francia del ‘700, ma che poi si perde nelle invenzioni che toccano personaggi storici. E devo dire, anche il finale mi ha lasciato un po’ delusa, perché ha ripetuto un cliché già visto all’interno delle opere giapponesi.
Quello che mi è rimasto dentro di quest’anime però, sono i valori dei suoi protagonisti: l’amore per la vecchia Monarchia, per i tempi in cui c’erano i cavalieri, l’amore per la Patria al di là di chi la governa, l’amore fraterno, l’amore non ricambiato e l’amore che non è riuscito a vivere come avrebbe voluto.
E sopra ogni cosa, la terribile e inesorabile tristezza di D’Eon la cui vita viene stravolta nel momento in cui perde la sorella tanto amata, la prima di una serie di perdite sempre più profonde. E tutta questa tristezza e questo senso di perdita, ora mi accompagna, e lo farà finché non mi deciderò ad andare oltre e seguire un’altra storia.
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