Il mondo visto da un'orecchie a punta

My son, Alan.

coverSto leggendo il libro scritto da Sara Turing, madre di Alan, ed ogni pagina è una sofferenza.
Non è ciò che c’è scritto a farmi piangere, ma tutto ciò che c’è dietro a questo libro. Sara non conosceva suo figlio: quando Alan le ha rivelato la sua omosessualità lei non ha battuto ciglio, ma non ha reso chiaro se avesse compreso il significato di quelle parole. Potrebbe essere stato semplice amore incondizionato e sicuramente lei amava quel suo secondogenito così particolare, ma era anche propensa a vedere solo ciò che voleva lei. Dopo aver saputo della morte di Alan, ha scritto questo libro per riabilitare la memoria del figlio, per dimostrare quanto fosse eccezionale sin da piccolo e quanto le sue teorie fossero innovative e visionarie. Ha avuto anche un bel da fare per recuperare testi, lettere e documenti su teoremi matematici che a lei erano del tutto oscuri e considerando che ha fatto tutto questo all’età di settant’anni, è sicuramente una donna da ammirare. Solo che ha chiuso gli occhi più volte, modificando i fatti e persino il modo in cui lei reagiva ai comportamenti bizzarri di Alan, senza contare che ha del tutto omesso l’amore che suo figlio ha provato per Christopher, parlando solo in termini di una forte amicizia.

Sara e Alan, a St. Lunaire (Bretagna) nel 1921

Sara e Alan, a St. Lunaire (Bretagna) nel 1921

Questo solo perché era una madre che ha perso un figlio, cosa che non augurerei a nessuno: non so nemmeno dove abbia trovato la forza di scrivere ripercorrendo il passato e il tempo vissuto con Alan; da stupida sentimentale quale sono vedo pagine bagnate di lacrime ad ogni paragrafo. A parte qualche aneddoto di vita familiare che ho adorato, non ho ancora trovato qualche novità rispetto alla biografia di Hodges che resta il volume più completo ed esauriente per descrivere e farci comprendere l’anima e la mente di Alan Turing. Però il libro di sua madre, nonostante sia da prendere con le pinze per il modo in cui ha deliberatamente omesso e cambiato è un necessario complemento alla lettura, perché in ogni frase, in ogni capitolo e nelle foto inserite all’interno del libro, c’è il dolore silenzioso di una donna che ha perso suo figlio e ha voluto che tutti lo amassero, quanto lo amava lei.

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