Il mondo visto da un'orecchie a punta

Le mie cause perse: Alan Turing

Nella vita mi è capitato spesso di sviluppare una forte empatia verso alcune persone, siano esse conoscenti, perfetti estranei mai incontrati o persino personaggi inventati.
Da un punto di vista astrologico posso dire che questa caratteristica del mio carattere è dovuta alla combinazione del sole nel segno del Cancro e della luna nell’emotivissimo segno dei Pesci; a livello umano, semplicemente sono una di quelle persone altamente sensibili che chiedono solo di legarsi a qualche emozione forte per farla propria.
In qualsiasi modo veda la cosa, sta di fatto che quando si tratta di cause perse, di esseri viventi “diversi”, emarginati, incompresi, additati, la mia empatia galoppa sfrenata, al punto da farmi soffrire quasi in prima persona degli stessi dolori patiti dai miei “protetti”. Mi è capitato più volte (il più forte dei quali dura da vent’anni e campeggia come header di questo blog) e l’ultimo caso di empatia sfrenata ha il nome di Alan Turing.
Featured Image -- 2586L’ho conosciuto seguendo le “gesta” cinematografiche di Benedict e dopo aver letto brevemente riguardo la sua vita, sono rimasta colpita dall’incredibile trattamento che la storia (e il governo britannico in primis) gli hanno riservato.
Alan era diverso, in più aspetti, dal resto delle persone che lo circondavano: pensava diversamente, agiva diversamente, viveva diversamente e per questo era visto come uno stramboide, per questo era stato vittima di isolamento e critiche a scuola e per questo non ha mai attirato molte simpatie tra compagni e colleghi. Però è stata proprio questa diversità che lo ha reso eccezionale: sin da piccolo si è interessato alla biologia e alla scienza e quando ha incontrato la matematica, ha scoperto il campo che più gli confaceva e che l’ha portato a ideare il primo concetto di intelligenza artificiale, di macchina universale, in grado di risolvere qualsiasi problema; un cervello elettronico che emulasse quello umano.
Quello che oggi chiamiamo computer.
Quello che in questo momento sto usando per scrivere questo post. Quello che è alla base di ogni strumento tecnologico in uso nell’era moderna.
Alan dovrebbe essere riconosciuto già per questo come un genio. Mettiamoci poi che la sua mentalità scientifica e matematica fuori dal comune ha aiutato il governo britannico a sconfiggere i tedeschi e vincere quella cosetta chiamata Seconda Guerra Mondiale, e ditemi se non dovrebbe (quotando Tyldum) “essere sulle copertine di tutti i libri di storia“.
E invece non solo il suo contributo alla scienza e alla storia è stato taciuto e tenuto segreto, in più Alan è stato punito da quel governo che avrebbe solo dovuto ringraziarlo, a causa della sua omosessualità. Negli anni ’50 del XX secolo, essere gay era un reato in Gran Bretagna e Alan fu condannato a due anni di prigione oppure a un trattamento ormonale a base di estrogeni (castrazione chimica). Pur di poter continuare a lavorare scelse gli ormoni ma, ironia della sorte, il trattamento gli ha causato problemi di concentrazione, debilitando l’unica cosa che lo ha sempre definito nel mondo: la sue mente. Senza contare i problemi fisici derivanti, come la crescita del seno, su un corpo atletico di un corridore che era quasi a livelli olimpici…
Tutto questo perché Alan era diverso, perché non piaceva alla gente e perché ha sempre voluto rimanere nell’ombra, nel suo angolino, insieme alle sue ricerche. Non ha potuto pubblicare i risultati della sua esperienza contro Enigma e non ha avuto il favore del governo quando ha pianificato la costruzione della prima macchina intelligente: l’ACE VII (e che mentre lui lottava per avere i finanziamenti, hanno costruito a Cambridge, usando i suoi scritti, ma senza di lui).
E per concludere in bellezza, la vita di Alan si è stroncata il 7 Giugno 1954, a poche settimane dal suo 42esimo compleanno, per un avvelenamento da cianuro.
Si parla di suicidio, ma tutti coloro che conoscevano Alan lo hanno descritto come un uomo che faceva progetti per il futuro, uno che nonostante tutte le avversità continuava a sorridere… C’è chi parla di complotto, perché Alan in quanto omosessuale e conoscitore di tanti segreti era a rischio di minacce…
Qualsiasi sia stata la verità, il fatto che una mente così unica, che aveva ancora tanto da offrire all’umanità, sia stata trattata in quel modo, il fatto che un essere umano che come tutti gli altri, voleva essere solo accettato e amato per ciò che era sia stato emarginato e mal giudicato, mi fa una rabbia immensa. Alan aveva una mente fuori dal comune, aveva anticipato i tempi, avrebbe potuto portare la Gran Bretagna ad essere in prima linea tecnologicamente, avrebbe portato il mondo scientifico a nuovi livelli di conoscenza grazie alle sue associazioni inusuali e profetiche… e invece la vita scientifica di Alan si riduce solo al “Test di Turing“, e alla “Macchina di Turing“, citazioni che conoscono solo gli studenti di matematica e informatica.
Umanamente parlando, Alan è stato una delle tante vittime di bullismo ed emarginazione di chi si distingue dalla massa, pur essendo una persona dal buon cuore, inusualmente fanciullesca, ironico e autoironico, modesto nonostante gli atteggiamenti arroganti verso chi non seguiva i suoi ragionamenti.
Sarà che era un Compare Granchio (sì, sono fissata con l’astrologia), per cui sento di capirlo molto (così come credo che l’abbia capito tanto anche Benedict, altro compare granchio), sarà che mi sono fatta trasportare dall’indignazione che ultimamente è uno dei miei stati umorali più frequenti, ma a me quest’uomo fa una tenerezza incredibile, e se fosse ancora vivo, lo inonderei di abbracci, perché la sua vita è stata una continua richiesta di comprensione e di amore e ne ha avuto ben poco.
Visto che i nostri amati libri di storia non si degnano nemmeno di citare il nome di quest’uomo, leggete la splendida biografia che Andrew Hodges ha scritto su di lui (in italiano, o inglese, a voi la scelta):

index
Alan Turing: storia di un enigma
index02
Alan Turing: The Enigma
E se proprio non avete voglia di immergervi in 664 pagine di biografia, visitate la pagina di Wikipedia dedicata a quest’uomo unico ed eccezionale o meglio ancora, andate al cinema in questi giorni e rendetegli un tributo, ringrazietelo perché ogni giorno vi collegate al mondo tramite una macchina che è nata dalla sua mente, riconoscendogli la sua esistenza e il suo genio. Andate a vedere The Imitation Game.

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