Il mondo visto da un'orecchie a punta

La gente ti chiama Raist?

“La gente ti chiama Raist?”
“No”, rispose Raistlin secco. C’era stata una sola persona che lo avesse mai chiamato così.

“Non ti piace davvero essere toccato”, commentò piano. “Non ti piace lasciare che le persone ti si avvicinino troppo”

“Immagino che prima di rivolgerti al male, eri un tempo un bambino felice e spensierato…”
“Immagini male.”

“Era lieto di aver tenuto il cappuccio abbassato a coprirgli il volto, perché in quel momento la sua mente stava vacillando e barcollando come un ubriaco. Era stato così certo che Caramon fosse morto, se ne era convinto, se lo era ripetuto ogni mattina, ogni notte… Chiuse gli occhi per impedire che la stanza cominciasse a ruotargli intorno, e serrò le mani intorno ai braccioli della sedia per cercare di ritrovare il controllo.
Cosa m’importa se Caramon è vivo o morto?, si chiese, affondando le dita nel legno. Per me è lo stesso.
Solo che non lo era. Da qualche parte, nel profondo del suo essere, una parte debole e molto disprezzata di lui, una parte che aveva a lungo tentato di soffocare, desiderava piangere di gioia.”

—O—
Margaret Weis&Tracy Hickman – I Draghi del Signore del Tempo

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