Il mondo visto da un'orecchie a punta

Ford Madox Ford – Parade’s End

L’anno scorso ero in piena febbre russa, in piena astinenza dopo aver letto una trilogia che mi è rimasta nel cuore. Succede sempre così con i libri belli, quelli scritti con cuore e anima e con una maestria nel raccontare che non tutti hanno la fortuna di possedere. Quest’anno il mio senso di astinenza è dovuto (anche se in proporzioni minori rispetto alla valanga chiamata Tatiana e Alexander), ad una tetralogia inglese di inizio novecento.

Qualche mese fa, innamorandomi di Sherlock Holmes, ho avuto la fortuna di conoscere Benedict Cumberbatch e il suo straordinario talento, e dopo un po’ di tempo, il british mi ha ripagato la moneta, perché grazie a lui ho fatto la conoscenza di Christopher Tietjens e della sua storia.

9788074849527.225x225-75Rivedendo Parade’s End in italiano (cosa passata del tutto in sordina perché la miniserie è stata trasmessa su Sky Arte, e non su uno dei principali canali per non so quale motivo), il mio amore per quel personaggio e per tutte le vicende di cui è protgonista, si è alimentato e ho deciso di leggere la tetralogia da cui è tratta la miniserie. Ho letto che era una storia scritta in modo complicato, che non era una lettura facile, ma a me questo genere di sfida è sempre piaciuto, anche perché al di là della difficoltà di lettura, tutti ne hanno parlato bene per quanto riguarda il contenuto. Così ho cercato in giro l’edizione italiana ma, sorpresa delle sorprese, ho scoperto che non solo della tetralogia erano stati tradotti solo tre libri, ma che l’edizione è ormai fuori commercio e non ne esistono di nuove!

Morale della favola, se avessi voluto leggere i romanzi di Madox Ford, avrei dovuto farlo in inglese, oppure restare nell’ignoranza eterna. Avrei mai potuto accettare un blocco simile? GIAMMAI. Così, armata di buona volontà, ho preso la tetralogia in inglese e mi sono avventurata nella mia prima lettura in questa lingua… e ce l’ho fatta! Certo, in alcuni punti non è stato facile seguire tutto ciò che c’era scritto, ma un po’ grazie al fatto che sapevo lo svolgimento della trama, un po’ rileggendo alcuni punti più semplici, sono riuscita ad arrivare alla fine della 900 pagine e devo dire che ne è valsa davvero la pena, tant’è che ho anche riletto il primo dei libri: “Some do Not…”, su cui sono basati tre episodi dei cinque di Parade’s End.
La tetralogia è conosciuta per l’appunto col nome di “Parade’s End” e si compone ovviamente di quattro libri: “Some do Not…“, “No More Parades“, “A Man Could Stand Up“, “The Last Post“.

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In tutti e quattro i volumi, è presente uno spaccato ironico e cinico della società britannica di inizio 900, in cui Christopher, l’ultimo dei Tories (per dirla breve, i Conservatori), cerca di vivere seguendo i principi legati ad un tempo che sta morendo, in cui l’onore e il dovere la fanno da padrone. Ma in una società in cui per il solo fatto di aver parlato in pubblico con una sconosciuta, ti vengono attribuiti una relazione segreta e un figlio con la suddetta, essere dei gentleman, essere cavalieri e dire sempre in faccia le cose come stanno, porta solo guai. Chrsitopher è un uomo la cui intelligenza spiccata lo porta a vedere la realtà molto meglio degli altri, ma cionostante la sua incapacità di venir meno all’onore (che lo porta a rinunciare al suo incarico nel Dipartimento di Statistica) e alla solidarietà verso l’amico MacMaster (che aiuterà in più modi, mettendo in cattiva luce se stesso), lo porteranno a mettersi nei guai più di una volta, finendo col diventare “L’uomo più screditato di tutta Londra”.


“They’re incapable of understanding the motives of a gentleman. If you live among dogs they’ll think you’ve the motives of a dog. What other motives can they give you?”
(“Some do Not…”)
“Sono incapaci di capire le motivazioni di un gentiluomo. Se vivi in mezzo ai cani, loro penseranno che tu abbia le motivazioni di un cane. Quale altra potrebbero darti?”



A complicare la sua vita si aggiungono due donne. La presenza più difficile tra le due è quella di sua moglie Sylvia, a cui è legato da un rapporto complicato, di amore e odio. Sylvia non sa se il figlio che ha avuto con Christopher è davvero di suo marito e Christopher, che crede alla monogamia e alla castità, pur sapendolo si lega al bambino, ma resta di una gelida cortesia verso Sylvia, che vede in questo atteggiamento un modo per punirla, per cui cerca di stuzzicare il marito frequentando altri uomini, nella speranza che il coniuge reagisca e mostri un po’ di interesse in lei. Invece Christopher cerca in tutti i modi di coprire i suoi gesti, per non dare a suo figlio una madre dalla cattiva reputazione, e questo include anche il rifiuto di divorziare da lei. Ciononostante rispetta sua moglie e ne è affascinato. Ma quando incontra Valentine Wannop, Christopher capisce che la donna che vuole al suo finaco è quella suffraggetta che gli chiede di aiutare la sua amica a non essere catturata dalla polizia, e che sarà costantemente presente nei suoi pensieri come l’unica persona al mondo con cui lui possa parlare.

tumblr_n2n0m8zF5q1rg310qo2_250L’amore tra Christopher e Valentine inizia con un bacio non dato, anche se fortemente voluto, e continuerà in questo modo per anni, basandosi solo su sguardi e sporadici scambi di parole che per entrambi non sono altro che una continua dichiarazione d’amore. Quando Christopher decide di arruolarsi per combattere (Prima Guerra Modiale) il loro è uno dei commiati più tristi che abbia mai visto, ma Valentine resterà nel cuore di Christopher durante tutti gli anni in cui sarà impegnato al fronte, a combattere, a indurirsi, e a cambiare. tumblr_n2n0m8zF5q1rg310qo4_250

Ford Madox Ford, l’autore della tetralogia, non mi ha reso tanto facile la lettura: la sua scrittura è piacevole e in tantissime parti ho adorato la sua espressività, al punto da dirmi più volte “Se solo fosse tradotto anche in italiano!”, perché credo che questi libri siano una perla della letteratura. Ma è complicato riuscire a gestirsi tra i vari piani temporali che non sono affatto lineari, senza contare che Christopher, con la sua mente matematica e in continuo movimento, fa ragionamenti a catena che a volte ti fanno perdere il filo conduttore. Senza contare il fatto che il testo è pieno zeppo di espressioni in tedesco, latino e francese… (E pensando che questi erano libri scritti per il pubblico, mi sono ritrovata a considerare a quanto fossero molto più colti i lettori dei primi del 900, per poter affrontare una lettura del genere). Ma è una lettura che consiglierei a tutti, perché c’è uno spaccato vivido della società che non è solo quella britannica, è purtroppo la società umana che porta a distruggere la reputazione di un singolo individuo a causa di gelosie personali, passionali o per il semplice amore del gossip. La storia di Christopher è la storia di un uomo che cerca di vivere seguendo dei principi saldi, ma che sono osteggiati da una società malevola che non apprezza più l’onore e la schiettezza.

 

“The war had made a man of him! It had coarsened him and hardened him. There was no other way to look at it. It had made him reach a point at which he would no longer stand unbearable things.”
(A Man Could Stand Up)

“La guerra aveva fatto di lui un uomo! L’aveva irruvidito e indurito. Non c’era altro modo di affrontare la cosa. Gli aveva fatto raggiungere un punto in cui non poteva più sopportare le situazioni intollerabili”


È la storia di uomo che ha vissuto la guerra (come lo stesso Madox Ford), che ha conosciuto l’orrore della trincea, che ha capito le sordide macchinazioni politiche alla base del conflitto e che ha cercato per quanto ha potuto, di mettere gli interessi altrui sempre prima dei suoi, al punto da non aver più nulla per cui vivere. Non c’è solo un’amore platonico di quelli che io amo all’inverosimile, di quelli che vivi in uno sguardo, in uno sfiorarsi delle mani, in un tocco delicato delle dita sulla spalla, ci sono rapporti umani complessi, personaggi che non riesci ad odiare pur essendo continaumente in cattiva luce e altri che invece mostrano la viltà insita nel genere umano.

L’unica cosa che non mi è piaciuta è stata la presenza del quarto libro, che in realtà è stato scritto da Ford su pressione dei lettori, e che in effetti aggiunge ben poco alla storia principale. Che esista o meno quel libro non fa molta differenza, anche se approfondisce la figura di Mark, il fratello di Christopher. Ma poteva essere tranquillamente evitato.

Per il resto, nonostante la differenza di lingua e i molti passaggi (soprattutto quelli relativi all’organizzazione delle truppe) che non ho ben afferrato, questa tetralogia si è guadagnata un posto d’onore nelle mie preferenze e per chi non ha paura di cimentarsi con l’inglese e leggere un classico, la consiglio vivamente, perché è bella, bella, bella; scritta bene, approfondita, sfaccettata… e se è un classico della letteratura inglese, c’è un motivo. LEGGETELA!

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