Il mondo visto da un'orecchie a punta

Blood Lines – Linee di Sangue

 

"Le dita di Henry si ripiegarono lentamente contro il vetro, fino a serrarsi a formare un pugno. Quella notte, lei era con Celluci, e l’ultima volta che si erano parlati lo aveva praticamente diffidato di trovare qualcosa da ridire al riguardo. D’accordo, forse stava diventando un pò troppo possessivo nei suoi confronti. Nei tempi andati, tutto era stato più facile, a quell’epoca, lei gli sarebbe appartenuta, e nessun altro avrebbe potuto avanzare rivendicazioni.. Come osava essere con qualcun altro, quando aveva bisogno di lei?"

"Quello che intendo, Celluci, è che non voglio impegni, al di là dell’amicizia."
"Quindi saremo amici?"
"Esatto."
"Non si portano a letto gli amici, Vicki."

 

"Quella donna era più restia a un impegno fisso di quanto lo fosse qualsiasi uomo che lui avesse mai incontrato."

 

"- Non credo che tu sia pazzo.
– Ma come fai a saperlo?
– Perchè so come sono i pazzi e conosco te – spiegò Vicki, scrollando le spalle.
Henry si lasciò cadere accanto a lei sul divano e le prese le mani nelle proprie.
– Allora perchè continuo a sognare il sole?
– Non lo so Henry – ammise Vicki."

"(Henry) aveva l’aria vulnerabile e la sua espressione le creava un nodo in gola che le rendeva difficile deglutire e perfino respirare."


 

"- D’accordo – affermò Vicki, chiudendo la mano intorno a quella di lui, – procediamo un passo per volta.
Sei stanco di vivere?
– No. – Di questo, almeno, era sicuro, e il motivo della sua voglia di vivere lo stava fissando intensamente da meno di un metro  di distanza."


 

"Nessuno, neppure un vampiro, vorrebbe morire da solo."


 

"Posso avvertire il sole che sta per affiorare all’orizzonte, ma la sola cosa che ho in mente sei tu."


 

"Si era appena meso nelle sue mani, in modo assoluto e totale.
Mi aspetto che tu ci sia. Solo questo, la sola cosa che Celluci le avesse mai chiesto, la sola cosa che lei stessa avesse mai chiesto a lui in cambio.
Mi aspetto che tu cia sia. Solo questo, però significava decisamente molto di più, quando a fare quella richiesta era Henry Fitzroy."


 

"-Credo anche di essere sul punto d’impazzire , e voglio che tu mi dica che non è così. –
(…)entrambi gli uomini della sua vita stavano attualmente pensando di essere impazziti(…)"


 

"Non ho più visto il sole per oltre quattrocento cinquanta anni, e adesso lo vedo nella mia mente ogni notte, quando mi sveglio."


 

"(…) era sempre riuscita a tenere in piedi la sua metà di quella relazione,  e si sarebbe fatta dannare prima di permettere a questa di sconfiggerla."


 

"-Credo che la soluzione sia pericolosa quanto il problema – osservò infine.
– L’idea è proprio questa.
A quel punto lui sorrise, il sorriso più dolce che gli avesse mai visto fare, e questo lo fece apparire assurdamente giovane, inducendo Vicki a sentirsi forte, protettiva, necessaria."


 

"Quel mortale possedeva le giornate di Vicki e lui non intendeva lasciargli anche le ore di oscurità."


 

"Vicki spostò lo sguardo dall’uno all’altro e avvertì l’intenso desiderio di uscire a prendere una pizza."


 

"Perchè proprio lui? Perchè non il detective Henderson? Lui portava un cristallo al collo, appeso a un laccio di cuoio, per l’amore di Cristo! E come mai, prima che Vicki si lasciasse coinvolgere da Fitzroy, la cosa più vicina a una manifestazione soprannaturale in città era stato quando i Leaf riuscivano a vincere due partite di fila?"


 

"- Probabilmente, la mummia è il sommo sacerdote del dio – suggerì Celluci, e quando Vicki ed Henry si girarono entrambi a fissarlo, spiegò: – Ehi, guardo i film dell’orrore.
– Che non sono una fonte particolarmente attendibile – gli fece notare Henry, tornando alla prorpia sedia in ombra.
– Già, ecco, non tutti hanno il Conte Dracula come amico personale.
– Signori, sono quasi le due del mattino. Possiamo proseguire, prima che io finisca per crollare? – sbadigliò Vicki, appoggiandosi all’indietro sulla sdraio. – Si dà il caso che io pensi che Celluci abbia ragione.
– Oh, giorno di gioia – borbottò lui."

 

"-Grandioso – sbadigliò Celluci. – E in questo angolo, i Tre Marmittoni –
– Nyuk, nyuk, nyuk – convenne Henry, facendo il verso ai suddetti Tre Marmittoni.
Vicki scattò in avanti per fissarlo con espressione inorridita, mentre Celluci gli rivolse qualcosa che si avvicinava a un cenno di approvazione.
– Non ci posso credere – borbottò lei. Secondo una sua teoria, basata sul fatto che non aveva mai trovato una donna che lo giudicasse divertente, il genere di commedia dei Tre Marmittoni era legato al sesso, e a suo parere quel comportamento di Celluci e di Henry stava semplicemente convalidando la sua teoria, dato che i cromosomi Y erano quasi la sola cosa che i due uomini avessero in comune. Eppure, si supponeva che i vampiri fossero dotati di gusti più raffinati! – E adesso, se vogliamo tornare in carreggiata, forse potrebbe andarvi di sentire anche il resto – aggiunse.
Celluci avrebbe gradito immensamente eseguire una delle gag dei Tre Marmittoni, giusto per strapparle una reazione, ma decise che sarebbe stato meglio evitare di farlo quando si rese conto di chi fosse la persona con cui avrebbe dovuto eseguirla. I Tre Marmittoni era un genere di scherzo che si portava avanti con i propri amici, non con i…con gli scrittori di romanzi rosa.
– Continua – ringhiò soltanto.
Henry si limitò ad annuire, perchè non desiderava avere qualcosa in comune con Celluci più di quanto questi desiderasse di avere qualcosa in comune con lui. A parte, naturalmente, quell’unica cosa a cui nessuno dei due era disposto a rinunciare…"


 

"- Io sono un vampiro Vicki, non un segugio."


 

"Caroline. Vicki riconobbe quel nome, e per quanto Henry non le appartenesse in modo esclusivo più di quanto lei fosse una sua univoca proprietà, non potè fare a meno di sentirsi…ecco, compiaciuta, perchè lei non solo condivideva il letto con Henry, cosa che l’altra donna non stava più facendo, ma condivideva anche i misteri della sua natura, cosa che quella Caroline non aveva mai fatto."


 

"(…) quando mi nutro da Caroline ho la sensazione di tradirvi tutte e due. Lei perchè posso darle così poco di ciò che sono, e te perchè ti ho dato tutto di me."


 

"- Henry, io posso dormire con te, posso nutrirti, posso essere la tua amica e la tua custode, ma non posso…
– Amarmi? Non mi ami?
Lo amava?
– E’ a causa dei sentimenti che provi nei confronti di Mike?
– Celluci? – sbuffò Vicki. – Non essere idiota. Mike Celluci è il mio migliore amico e…sì gli voglio bene. Ma non lo amo, e non amo te.
– Davvero? Non ami nessuno dei due? Oppure ci ami entrambi?
Entrambi…?
– Non ti sto chiedendo di scegliere, Vicki. Non ti sto neppure chiedendo di ammettere quello che provi – aggiunse Henry, rialzandosi e gettandosi all’indietro il mantello sulle spalle. – Ho solo pensato che dovessi sapere che io ti amo."


 

"dopo tremila anni trascorsi in una bara, anche lei sarebbe diventata violentemente claustrofobica."


 

"- Sai quanto ti potrò servire – commentò Henry, sollevando un braccio a coprirsi gli occhi.
– Senti, ormai stai sognando il sole da settimane, e continui a essere perfettamente funzionale.
– Perfettamente funzionale? Non è così che definirei il tuffo dalla finestra di quella biblioteca."


 

"- Forse dispone di una Egyptian Express card di platino – borbottò – Mai farsi seppellire senza."


 

"- Sono figlio di un re! Sono un vampiro! Io non fuggo!
(…) l’ira e le belle parole non significavano niente. non pensava di poter affrontare di nuovo Tawfik, no sapendo che avrebbe dovuto affrontare anche il sole.
Il trillo del telefono gli fece sobbalzare il cuore nel petto in una reazione molto da mortale."


 

"La bocca di Henry si serrò in una linea dura al mero suggerimento che qualcuno potesse minacciare uno dei suoi protetti."


 

"- Bene – annuì ancora Henry, costringendosi a sorridere a sua volta, perchè non poteva essere da meno di quel ragazzo mortale."


 

"Aveva fatto di Tony una sua responsabilità, e adesso l’onore lo aveva costretto a uscire in strada, e non gli avrebbe permesso di tornare a mani vuote."


 

"(…) trovare un compagno, qualcuno (…) che non sarebbe morto proprio quando stava diventando una parte intrinseca della sua vita…"


 

"Si sentiva giovane, confuso, spaventato. Per tutti i diciassette anni  vissuti  come un mortale, si era sforzato di ottenere l’amore e l’approvazione di suo padre, e Tawfik… più vecchio, più saggio, incontestabilmente dotato del controllo della situazione… gli faceva lo stesso effetto che gli aveva fatto suo padre. Quattrocento cinquanta anni trascorsi a cacciare da solo nella notte avrebbero dovuto cancellare in lui il bastardo che voleva soltanto un luogo a cui appartenere, ma non lo avevano fatto, e adesso non sapeva cosa pensare."


 

"Vicki gli offriva la sua amicizia, forse perfino il suo amore, anche se pareva spaventata da ciò che questo implicava, ma la sua mortalità risuonava nel canto del suo sangue, e ogni battito del suo cuore la portava più vicina alla morte. Con il tempo, un tempo relativamente breve rispetto a quello che lui aveva già vissuto, lei sarebbe scomparsa, e non molto tempo dopo sarebbe successo anche a Tony, e la sua solitudine sarebbe ritornata."


 

"- Se fossi morto là fuori – comiciò lentamente, perchè sentiva che se non avesse parlato sarebbe esplosa, – avresti lasciato nella mia vita un buco impossibile da colmare."


 

"- Ho trascorso la notte impegnato a cercare di ridefinire me stesso. La chiesa. La caccia. Te –
(…) e cos’è che io definisco, per quanto ti concerne?
– Il mio cuore."


 

"- Cantree sa quanto io e Vicki si sia intimi – rispose Celluci, con un’enfasi voluta e impossibile da non notarsi.
(…) Henry dovette lottare contro un’ondata di gelosia, e riuscì a stento a emergerne."


 

"- Mortale, non presumere…
– E tu non fare il padreterno con me, Fitzroy."

 

"- D’accordo , hai detto di avere un messaggio – comiciò, poi sgranò gli occhi, nel chiedere. – E’ di Vicki?
– Sei pronto a sentirlo?
– Dio ti danni! – esplose Celluci, afferrandolo per il bavero del cappotto di pelle e cercando di sollevarlo da terra senza riuscire a smuoverlo di un millimetro, sebbene fosse più basso e minuto di lui…cosa che mise pienamente a fuoco solo dopo un momento. – Dannazione! – imprecò ancora, afferrandolo più saldamente la pelle del cappotto. – Dimmi se è di Vicki!
Il dolore che gli traspariva dalla voce riuscì a fare breccia dove l’ira, da sola, non avrebbe ottenuto risultati, e fece affiorare in Henry un senso di vergogna.
Cosa sto facendo? si chiese, nel rimuovere, quasi con gentilezza, le mani di Celluci dal proprio cappotto.
Lei non mi amerà di più per averti fatto del male."


 

"- Dobbiamo tirarla fuori di lì – disse Celluci, che nel buio riusciva a distinguere soltanto il pallido ovale del volto del suo interlocutore, e dentro di sè aggiunse: farò qualsiasi cosa sia necessaria per tirarla fuori, indipendentemente da quanto poco la cosa mi possa piacere. Sono pefino disposto a lavorare con te, perchè ho bisogno della tua forza e della tua rapidità.
– Sì – convenne Henry, pensando:
i "centri di detenzione" che io conosco appartengono ai secoli passati. Ho bisogno delle tue conoscenze. I miei sentimenti non sono importanti, lei lo è."


 

"- No! Io non la tradirei mai.
Celluci socchiuse gli occhi nel rendersi conto di quale fosse la sofferenza  che poteva percepire nella protesta di Henry. No, si disse, non la tradirebbe mai perchè la ama, la ama davvero, quel figlio di buona donna, e ha paura di poterlo aver fatto suo malgrado."


 

"- Nessuno si aggira nella mia mente senza essere invitato a farlo, mortale."


 

"- Non presumere mai di sapere quello che faccio, o perchè lo faccio – disse, intrappolando lo sguardo dell’altro uomo con il proprio e costringendolo a rimanere fermo ad ascoltare. – Io non sono come te, le leggi che seguo non sono quelle che ti dominano. Siamo molto, molto diversi, tu ed io, tanto che ci sono due sole cose in cui siamo uguali."


 

"- Cosa diavolo stai facendo?
– Mi sto fermando a un semaforo giallo – ribattè Henry, mettendo in folle la BMW.
– Perchè?
– Detective, contrariamente alla convizione generale, un semaforo giallo non significa "accelera perchè  sta per diventare rosso".
– Davvero? Ebbene contrariamente a quello che tu sembri credere, non abbiamo a disposizione tutta la notte."


 

"- Sacrificheresti per lei la tua vita immortale? – domandò, contraendo le nere sopracciglia in una V profonda e dolorosa. – Per una creatura la cui intera esistenza non dovrebbe significare per te più che un momento di nutrimento?
– Sì."


 

"Eri tu quello che viaggiava da solo, vecchio, disse al ricordo di due occhi d’ebano. Ed è stato questo che ti ha ucciso, alla fine. Io ho dei compagni lungo la strada, ho qualcuno che mi guarda le spalle, mentre tu avevi rinunciato all’umanità per l’immortalità, laddove io ho rinunciato soltanto al giorno. Adesso non sognerò più il sole."

 

"- E adesso – continuò lei, in un tono di voce tipo arma letale, – ho qualcosa da dire a tutti e due. Se l’uno o l’altro di voi tenterà ancora di usare con me l’atteggiamento paternalistico che avete adottato stanotte alla base della torre, vi strapperò il cuore e ve lo farò mangiare.
Sono stata chiara?
Il silenzio che ottenne come risposta fu quanto mai espressivo."


 

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