Il mondo visto da un'orecchie a punta

Blood Trail -Tracce di sangue

 
"Le luci che lui accendeva nelle rare occasioni in cui aveva compagnia strappavano riflessi ramati ai suoi capelli chiari, tingendo quasi d’oro gli occhi nocciola (…) non si stancava mai di guardarlo, perchè Henry aveva un carisma che trasformava il suo aspetto dalla semplice avvenenza a qualcosa di starordinario."
 
"Henry sorrise, e di colpo lei ebbe la sensazione che la quantità d’aria disponibile nell’atrio fosse inadeguata."

 
"Vicki era una delle donne più cocciute, polemiche e indipendenti che gli fosse  accaduto di incontrare in quattro secoli  e mezzo, e avrebbe voluto che si confidasse con lui."
 
"Mi stai parlando di un vampiro menbro dei Servizi Segreti che incontra un lupo mannaro membro della Resistenza Olandese.
– E cosa c’è di tanto insolito in questo? – ribattè Henry"
 
"La distanza che separavauna trentunenne da un diciassettenne era infinitamente più vasta di quella esistente fra una trentunenne e un uomo di quattrocentocinquanta anni."
 
"E’ davvero segno che la giornata è stata molto strana, rifletté, se ci si trova ad aspettare con anticipazione l’arrivo di un nonmorto succhiasangue."
 
"Poteva sentire il richiamo del sangue di lei, e il piatto che ancora reggeva gli si spezzò in due fra le mani.
– Oh dannazione…Donald mi dispiace (…)
Rendendo grazie  per il fatto che la sua natura non gli permetteva più di arrossire…la sua chiara carnagione Tudor era stata la maledizione della sua breve vita…"

 

"Henry non faticò a fiutare il desiderio che stava insorgendo dentro di lei.
Si girò lentamente, sentendo crescere la propria fame."
 
"Non c’era niente di meglio che concentrarsi su un prurito per riuscire a ignorarne un altro."
 
"Non capisco come questo sia potuto  succedere. Dovresti essere così abile, di notte…a cosa stavi pensando?
– A te, a noi – rispose lui, non vedendo motivo di mentire. – A quello che era successo prima.
– Tipico di un uomo – dichiarò Vicki, socchiudendo gli occhi. – Quattrocentocinquanta anni di vita, e continua a pensare con gli attributi."
 
"-Sei libera di non crederci, ma prima di incontrarti conducevo la vita noiosa e monotona di un romanziere."
 
"Scusami, è stata una brutta giornata.
– Un’altra – sorrise Henry, poi le racchiuse con leggerezza il mento nel palmo della mano destra e la fissò negli occhi"
 
"- Quattrocentocinquanta anni di vita ti fanno acquisire una diversa percezione dei beni materiali – spiegò lui. – Si impara a non attaccarsi troppo alle cose.
– O alle persone? – chiese piano Vicki.
– No, quella è una cosa che non sono mai riuscito a imparare – replicò lui, mentre il suo sorriso si faceva amaro. – anche se di tanto in tanto faccio un tentativo in quel senso.
Vicki non riusciva a immaginare cosa si dovesse provare nel vedere tutte le persone care invecchiare e morire, mentre si continuava a vivere normalmente senza di loro. E si chiese dove Henry trovasse la forza di farlo."
 
 
"Henry sorrise, pensando che se fosse stato un mannaro, di certo Celluci avrebbe urinato in cerchio intorno a lei per dichiarare al mondo Questo è mio! e che per tutta risposta Vicki si sarebbe alzata e sarebbe uscita dal cerchio.
– Non sono geloso di lui – disse alla notte, consapevole, mentre parlava, che quella era quasi una menzogna."
 
"Nel corso dei secoli, aveva amato una mezza dozzina di volte, e ogni volta quel sentimento aveva brillato come un faro nella lunga oscurità della sua vita.
Stava succedendo di nuovo? Non ne era certo, sapeva soltanto che provava il desiderio di dire a Mike Celluci: – Il giorno è tuo, ma la notte è mia.
Era però probabile che Celluci non avrebbe accettato una simile suddivisione, non più di quanto lo avrebbe fatto Vicki."
 
 
"Forse, una volta che i mannari fossero stati al sicuro, le avrebbe chiesto:- Vuoi regalarmi le tue notti?
Forse."
 
"Voleva toccarla, tenerla stretta…no…in realtà avrebbe voluto afferrrarla, gettarla giù e ristabilire le proprie rivendicazioni su di lei, un desiderio la cui intensità lo spaventò al punto da fermarlo. (…) Mike Celluci si costrinse a rilassare le mani e a posarle sulle cosce nude, poi respiròa fondo l’aria fresca della stanza. Fra lui e Vicki non era cambiato nulla, da quando Henry Fitzroy era comparso sulla scena."
 
"Una volta che si conosce una persona, non la si può odiare solo perchè è un lupo mannaro."
 
"Sei arrabbiato con Henry perchè sta con la tua compagna? – ribattè
– Lei non è la mia compagna – scattò Celluci, prima ancora di riflettere se fosse o meno saggio rispondere a quella domanda.
– Dal tuo odore si direbbe di sì – osservò il bambino, aggrottando la fronte. – Dal suo no però.
– Che odore ha lei? – non riuscì a trattenersi dal chiedere.
– Di se stessa."

 

"Forse se gli umani sviluppassero un pò di dipendenza emotiva, il mondo non andrebbe tanto a rotoli."

"Controllò l’orologio: erano le 20:33, e mancavano trentacinque minuti al tramonto.
Trentacinque minuti a riavere Henry."

 
"Vicki non era in casa: Mike Celluci era presente.
Splendido. Perchè Vicki non si era liberata di lui? E dov’era finita lei?"
 
"Mike Celluci non era il genere di uomo che in condizioni normali lui avrebbe scelto di frequentare, perchè era troppo….
Si accigliò, in cerca di una definizione. Era troppo forte? Era dunque così in basso che era caduto un principe, riducendosi a evitare gli onesti e i forti per associarsi ai deboli e ai furfanti? Quando era in vita, aveva ispirato fedeltà e lealtà in uomini come quello, e adesso non era meno di ciò che era stato un tempo."
 

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